
MONTEFIASCONE
Montefiascone è un comune italiano di 12 992
abitanti[1] della provincia di Viterbo nel Lazio.
I primi abitanti e gli Etruschi
Al
periodo etrusco risalgono due aree templari sacre,
rispettivamente nella località di Cornos (in riva al lago
e chiamata dai locali anche Cornosse) e alla Rocca. Tracce di civiltà
più antiche sono state rinvenute tra Montefiascone e Viterbo,
più precisamente nella zona del Rinaldone, sede della civiltà
eneolitica. Nel luogo ove si trova la Rocca fortezza sono stati
rinvenuti i resti di un insediamento protovillanoviano, databile
intorno al IX secolo a.C.-VIII secolo a.C.[17]
I Romani
Montefiascone conobbe migliori fortune
nel periodo romano, grazie ad un efficiente sistema viario (un
esempio è la via Cassia, costruita tra il 170 e
il 150 a.C.), facilitato proprio dalla carenza di fenomeni
urbani rilevanti da parte degli etruschi. Alcuni ritrovamenti
nella zona della basilica di San Flaviano farebbero pensare
che il nucleo iniziale romano si trovasse proprio in questa area.
Sono stati ritrovate tracce di mausolei, necropoli e
numerose lapidi. Nella copia della Tabula
Peutingeriana romana, della seconda metà del IV secolo (ca. 375
d.C.) evidenzia una tacca sulla Cassia proprio all'altezza della
posizione di Montefiascone, come probabile stazione di posta di media
grandezza.
Alto medioevo. Primi documenti.
Per avere un documento che identifichi il nome di un nucleo
abitativo, bisogna arrivare al 801 dove nel documento no 169 del
Regesto di Farfa compare la denominazione «Vicus» o «Burgus Sancti
Flaviani» o «Burgus Flavianus» dove troviamo un Gulfario, figlio
di Gumperto che abitava in Vico Flaviano, nella parte bassa del
paese, dove è l'attuale chiesa del santo. Nell'epistola di Leone
IV al vescovo di Tuscania Virbonus dell'anno 853 troviamo, oltre il
«burgus Beati Flaviani», la comparsa del toponimo «mons
Flasconis», scritto con le due parole divise e la «m» di «mons»
minuscola. Era iniziato un periodo di coesistenza dei due
toponimi[19], nei possedimenti della diocesi, alla quale il
territorio della cittadina apparteneva[20][21]. Abbiamo così notizie
del convento di San Pietro "in Vico pergulata", delle
scomparse chiese di Santa Maria e Sant'Agnese, di cui rimangono
le tracce di fondazioni, della chiesa di San Pancrazio in
Nocerina e di Sant'Andrea, inizialmente posta all'interno delle
mura cittadine.
Basso
Medioevo
Nel basso medioevo il centro, insieme con la sua piccola fortezza,
inizia ad assumere notevole importanza strategica, in virtù della
sua posizione dominante sulla vallata. Nel 1058 vi si reca
il papa Stefano IX[22], e nel 1065 l'esercito della
contessa Matilde. Il 15 giugno 1074 Papa Gregorio
VII incontra la stessa contessa Matilde e la madre Beatrice, sue
preziose alleate, a San Flaviano[23]. La fortezza viene messa
sotto assedio nel 1093 da Enrico IV, ma i conti
Farnese, Ildibrandini e di Bisenzio la difendono
energicamente. Nel 1111, Enrico V e la sua corte
passano per Montefiascone, diretti a Roma per la
consacrazione papale del sovrano: secondo la leggenda, Johannes
Defuk sarebbe proprio al suo seguito quando viene "conquistato"
dalla bontà del vino locale.Successivamente, anche
l'imperatore Federico Barbarossa si reca a Montefiascone
(1185), consapevole dell'importanza strategica della fortezza.
Il
periodo di splendore
Negli anni seguenti Montefiascone
divenne uno dei più importanti centri della chiesa. Papa
Innocenzo III, nel XIII secolo, costituì il patrimonio di San
Pietro, facendosi forte delle promesse incompiute di Pipino e Carlo
Magno. Innocenzo visitò Montefiascone per la prima volta nel 1207.
Egli ne rinforzò la Rocca, munendola di un muro di cinta. Tre anni
dopo la venuta del papa, Ottone IV occupò Montefiascone e
vi instaurò il suo quartier generale. Nel 1222 passò di
qui San Francesco, e vi lasciò uno dei suoi seguaci,
frate Morico da Viterbo, affinché iniziasse i cittadini al suo
modo di intendere e vivere il Vangelo. Nel 1267, il paese fu
invaso per un breve periodo dai ghibellini. Papa Martino
IV soggiornò ininterrottamente alla Rocca, e la abbellì tanto
da farla diventare una reggia. Sembra che il pontefice fosse
estremamente goloso delle anguille pescate nel lago di
Bolsena, e per questo motivo Dante lo pose in Purgatorio,
nella cornice dei golosi. Nel 1315 la fortezza fu messa
sotto assedio a causa di una disputa con un vicario rettore
di San Pietro. I ghibellini (sostenitori dell'imperatore) vinsero, e
derisero gli sconfitti. La vigilia di Natale fu tenuto un processo a
carico dei prigionieri, e ci furono condanne pesanti. Nel 1321 papa
Giovanni XXII, da Avignone, ordinò che si coniasse nella Rocca
una nuova moneta, la "papalina" o "paparina". Nel
periodo della cattività avignonese non abbiamo pontefici a
Montefiascone, ma vi soggiornano per anni i loro legati, che li
sostituivano alla guida del governo. Uno di essi fu
il cardinale spagnolo Egidio Albornoz. Nelle sue
missioni in Italia dal 1353 al 1357 e
dal 1358 al 1367 risiedette in prevalenza a
Montefiascone. Trascorse tutto il suo primo inverno in Italia
all'interno della Rocca, predisponendo piani di battaglia e
accattivandosi più alleati possibili. Si dice che in questo periodo
la fortezza fosse inespugnabile. Quando Urbano V salì al
soglio pontificio, l'Albornoz aveva quasi del tutto restaurato lo
stato pontificio. Il 30 aprile 1367 la sede papale fu
riportata da Avignone a Roma. In seguito, furono intrapresi
dei lavori per abbellire ulteriormente la Rocca, ed Urbano V vi
risiedette nelle estati del 1368, 69, 70. Il 9
ottobre 1368 ritornò a Roma per incoronare Carlo IV.
Nel 1463 la Rocca aveva ormai perso il suo prestigio,
poiché la sede del regno pontificio era stata spostata
prima a Viterbo, e poi definitivamente a Roma. Papa Pio II,
visitandola, la descrive: "...il palazzo fu costruito come una
fortezza, con saloni, sale da pranzo, stanze da letto convenienti
alla dignità di un papa, ma ora è in parte cadente, sia per
vecchiaia che per incuria...".
Il Rinascimento e il declino
Nel 1534 Alessandro Farnese,
conosciuto poi come Paolo III, venne eletto papa. Egli fu un
abile diplomatico, che cercò di perseguire una politica di
pacificazione tra le varie autorità ecclesiastiche. Nel 1590 la
rocca cadeva a pezzi, ma non venne mai restaurata. I papi avevano
iniziato a recarsi sempre meno in quella che era stata la loro
residenza estiva, e per decenni Montefiascone rimase nell'anonimato.
Nel 1657 la città fu colta dalla peste, ma ogni
precauzione risultò vana, tanto che la città perse 1 200
abitanti, ovvero circa 1/3 della popolazione di allora. Nel 1695 la zona fu colpita
da un sisma di notevole entità, che distrusse quasi completamente la
vicina Civita. Anche a Montefiascone i danni furono notevoli, ma
non si contarono vittime. Nel 1687, la venuta del
cardinale Marco Antonio Barbarigo fu provvidenziale. Egli
riadattò il seminario di Montefiascone fino a farlo
diventare uno dei più importanti del centro Italia. Lentamente però
anche il seminario perse importanza, e il 26 maggio 1706 il
cardinale morì. Il 1º settembre 1719 il
vescovo cardinal Pompilio Bonaventura celebrò a
Montefiascone le nozze tra la principessa polacca Maria
Clementina Sobieska e Giacomo Stuart, pretendente al trono
d'Inghilterra. Non diverranno, tuttavia, sovrani. Nel 1731 la
principessa donò un parato con ricami d'oro. Nel 1797 Pio
VI passò a Montefiascone in veste d'esiliato.
Nel 1798 i repubblicani francesi invasero lo
stato pontificio, e, entrando a Montefiascone, razziarono il giardino
del vescovato, distruggendo le cento statue di marmo che
l'adornavano. Nel 1860 Montefiascone fu assalita dai
"Cacciatori del Tevere", ma le truppe
papaline ripresero immediatamente il controllo della
città. Gioachino Rossini vi ambientò la sua Cenerentola.
Nel 1870 Nino Bixio occupò la città senza trovare
resistenza. La votazione per l'annessione al Regno d'Italia fu
unanime: su 1473, 1469 furono per l'annessione, 4 votarono contro e
491 si astennero. Dopo otto secoli cessava di esistere il patrimonio
di San Pietro in Tuscia. Con i nuovi amministratori venne
ricostruita gran parte degli edifici e palazzi, costruite fogne,
strade e l'acquedotto del Cimino. Montefiascone venne definita da
molti la "perla dell'Alto Lazio", e fu un'ambita meta
di villeggiatura per i primi decenni del Novecento. Come molte altre
città, anche Montefiascone pagò il suo contributo alla prima
guerra mondiale: 20 caduti, tra cui il sindaco Oreste
Borghesi. Nel 1930 Lucia Filippini, fondatrice dell'ordine
omonimo e grande benefattrice delle scuole locali, viene santificata.
Le sue spoglie sono ancora oggi custodite nella cripta soggiacente la
principale basilica di Montefiascone, Santa Margherita. Negli anni
trenta, la città fu anche oggetto di visita da parte di Mussolini,
accompagnato da Italo Balbo. Nel corso della seconda guerra
mondiale, Montefiascone subì due bombardamenti aerei da parte
delle truppe alleate, avvenuti nel maggio del 1944. Vi
furono numerose vittime ed ingenti danni. Nel 1958 venne
istituita la Fiera del Vino. La fiera, ancora oggi uno degli
eventi principali dell'estate montefiasconese (si tiene ogni anno ad
agosto), celebra la storica vocazione agro-vinicola della città e il
suo rinomato vino d.o.c. Est! Est!! Est!!!.
